Alimentazione: 10 cibi nemici dei denti

Alimentazione: 10 cibi nemici dei denti

Alimentazione: i 10 cibi nemici dei denti

1. Caramelle

Tutti sono a conoscenza che le caramelle sono il cibo peggiore per i denti. Ma alcune sono peggio di altre:

  • quelle gommose, che si attaccano ai denti più a lungo,
  • quelle dure, che impiegano molto tempo a sciogliersi, permanendo a lungo in bocca.

2. Bevande gassate

Non importa che siano dietetiche o meno, in quanto ciò che le rende particolarmente nocive è la loro acidità, in grado di attaccare lo smalto dei denti.

3. Alcolici

Spesso si sente la bocca secca, quando si beve una sostanza alcolica. L’alcool ostacola la salivazione, che è invece utile per la nostra bocca in quanto aiuta a tenere puliti i denti.

4. Ghiaccio

Evita di masticare il ghiaccio per non subire danni allo smalto.

5. Tè e caffè

Possono macchiare lo smalto dei denti. Ecco perché è sempre meglio sciacquarsi la bocca subito dopo la loro assunzione.

6. Agrumi

Sono frutti acidi, specialmente limoni e pompelmi, e possono quindi danneggiare lo smalto. E’ consigliato sciacquarsi la bocca dopo averli consumati.

7. Patatine fritte in busta

Sono ricche di amidi, che diventano rapidamente zucchero nella nostra bocca. Sono croccanti e quindi si rompono in piccoli pezzi che si intrappolano facilmente tra i denti, andando a nutrire batteri e placca. Consigliato passare il filo interdentale dopo averle mangiate.

8. Amidi

Pane, pasta, riso e dolci sono alimenti ad alto contenuto di amidi. Necessitano di una masticazione abbastanza lunga. A contatto con la saliva si trasformano in una sostanza gommosa che si attacca ai denti, ricca di zuccheri. Scegli pane, pasta e riso integrali, che hanno una composizione più salutare e limita il consumo di dolci.

9. Frutta secca e disidratata

Prugne, uvetta e albicocche secche tendono ad attaccarsi molto facilmente ai denti. Consigliato passare il filo interdentale dopo averle mangiate.

10. Succhi di frutta

Restano in bocca a lungo e sono ricchi di zuccheri (anche quando sono senza zuccheri aggiunti). Consigliato sciacquare la bocca dopo averli bevuti.

 

  

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Ipersensibilità dentinale

Ipersensibilità dentinale

Ipersensibilità dentinale: fattori di rischio e possibili rimedi

L’ipersensibilità dentinale al freddo ed al caldo è un sintomo molto comune, e che spesso viene sottovalutato dai pazienti.

Di fatto, tale problema si manifesta a seguito dell’esposizione della dentina, che è la struttura portante del dente, la quale è sensibile, in quanto è attraversata da tubuli che contengono fibre nervose.

Solitamente, tale parte del dente, che racchiude al suo interno la polpa, è coperta dallo smalto e dalla gengiva a livello radicolare, per tanto non è direttamente a contatto con l’ambiente orare.

Tuttavia, tale condizione può mutare a causa della comparsa di fattori patologici o abrasivi.

Ciò comporta una risposta dolorosa al manifestarsi di stimoli di varia natura, ovvero tattili, termici, chimici od osmotici.

 

 

Fattori di rischio e cause predisponenti

La sensibilità dentinale può colpire qualsiasi paziente, indipendentemente dall’età.

Tuttavia, si registra una maggiore predisponenza tra i 20 ed i 40 anni di età e soprattutto nei soggetti di sesso femminile e che sono affetti da parodontopatia.

Per quanto riguarda le cause, si possono ricordare le abrasioni che si verificano a livello dello smalto o del colletto dentale, spesso dovute ad uno spazzolamento errato, che viene attuato applicando troppa forza od una tecnica sbagliata. Tuttavia, può dipendere anche dall’impiego di spazzolini di cattiva qualità o dentifrici troppo abrasivi.

Si possono ricordare poi le erosioni, che di norma sono dovute al consumo eccessivo di alimenti acidi, che vanno ad erodere lo smalto e ad esporre la dentina sottostante.

Ciò avviene anche in caso di persone affette da disturbi del comportamento alimentare, come anoressia e bulimia, a causa del pH acido del vomito, ma anche nei pazienti che sono soggetti a reflusso gastroesofageo, per il continuo afflusso del contenuto gastrico acido a livello dei tessuti dentali.

Infine, bisogna ricordare le parafunzioni, come il bruxismo, che porta all’usura dello smalto a seguito del digrignamento continuo delle superfici dentarie.

Terapie e sistemi preventivi

Nel caso in cui ci si accorga di soffrire di ipersensibilità dentinale è importante rivolgersi al proprio dentista, in modo da individuarne la causa scatenante e capire come risolvere il problema.

Per contrastare tale disturbo le terapie disponibili sono numerose e vanno scelte in base alla gravità riscontrata.

Di fatto, possono essere sufficienti cure domiciliari, che prevedono l’impiego di colluttori o dentifrici specifici per i denti sensibili, ma anche l’adozione di un metodo di spazzolamento adeguato e di una corretta alimentazione, priva di alimenti particolarmente acidi.

Tuttavia, a ciò va aggiunta anche la necessità di effettuare regolari pulizie professionali dei denti ed evitare il digrignamento diurno e notturno, utilizzando ad esempio un byte.

Per quanto riguarda, invece, le cure professionali, prevedono l’ausilio di principi attivi in grado di contrastare l’insorgenza dell’ipersensibilità, mediante la sigillatura dei tubuli dentinali.

 

Tuttavia, in generale, la migliore arma per evitare l’insorgere di tale fastidioso disturbo è la prevenzione.

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